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12/08/2026 11:31:05
NOTA PER LA STAMPA
Campagna di prevenzione AIB 2026: vertice interistituzionale
a San Giovanni La Punta
Nella mattinata di ieri 11 agosto 2026, presso il Centro Operativo Regionale della Protezione Civile Siciliana, a San Giovanni La Punta, si è svolta una importante riunione per lo svolgimento di un’analisi congiunta sull’andamento della fenomenologia degli incendi boschivi e di interfaccia nella provincia di Catania.
La riunione, congiuntamente indetta e presieduta dal Prefetto di Catania, dott. Pietro Signoriello e dal Direttore Generale della Protezione Civile Regionale, ing. Salvatore Cocina, ha inteso costituire un momento di confronto circa la possibilità di programmazione di eventuali ulteriori iniziative di coordinamento delle azioni di prevenzione, presidio e contrasto agli incendi rurali, boschivi e di interfaccia che anche quest’anno stanno colpendo il territorio con gravi ripercussioni paesaggistiche ed ambientali e con pesanti rischi per la pubblica incolumità.
Al tavolo, veramente molto partecipato da tutte le istituzioni interessate a testimonianza del prioritario impegno di tutti nella lotta nei confronti di un fenomeno odioso e di particolare problematicità, hanno preso parte il Sindaco Metropolitano, il Questore di Catania, il Dirigente del Corpo Forestale – Ispettorato Ripartimentale Foreste della Regione Sicilia, i rappresentanti dei Comandi provinciali dell´Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale, della Polizia Stradale e Ferroviaria, i vertici delle Forze Armate (62° Reggimento Esercito, 41° Stormo di Sigonella e Maristaeli), della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera e Base Aeromobili.
Sono intervenuti anche i Sindaci della provincia, i rappresentanti dei Parchi dell´Etna e dei Nebrodi, oltre ai gestori delle infrastrutture di rete RFI, Enel Distribuzione, SIDRA e ACOSET e gli enti proprietari delle strade, ANAS e CAS.
Nel corso dell’incontro, dopo un primo quadro d’insieme formulato dal Prefetto, sono stati illustrati dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco i dati sugli interventi dal mese di giugno e fino ad oggi, evidenziando che la maggior parte degli interventi ha interessato aree di vegetazione e incendi d’interfaccia per un totale di 3454 ettari, il cui picco è avvenuto nel periodo dal 13 al 25 luglio scorso.
Secondo i dati forniti dai Vigili del Fuoco per quanto riguarda la distribuzione territoriale degli interventi, una particolare concentrazione dell’attività ha interessato l’area del Calatino e, in particolare il comprensorio di Caltagirone, Ramacca, Palagonia e Mineo. Significativa risulta inoltre l’attività nell’area compresa tra Paternò, Mascalucia, Belpasso e Ragalna, Tra i territori indicati, Belpasso rappresenta il dato più rilevante in termini di superficie bruciata, con 682 ettari.
Nel territorio di Catania sono stati complessivamente interessati dagli incendi 363 ettari. Il dato assume particolare rilievo anche in relazione alla tipologia degli interventi effettuati. Si è, infatti,dovuto fronteggiare un numero significativo di incendi originariamente sviluppatisi come incendi di sterpaglie e successivamente evoluti in incendi di rifiuti, per un totale di n. 115 interventi. Di questi, n. 15 interventi hanno interessato la presenza di sostanze pericolose, determinando un ulteriore livello di complessità sotto il profilo operativo e della sicurezza del personale intervenuto”.
“La riunione odierna - ha sottolineato il Prefetto di Catania – ha lo scopo di sensibilizzare tutte le componenti istituzionali presenti a mettere in campo ogni ulteriore azione sinergica per la prevenzione degli incendi boschivi, sia al fine di intercettare più facilmente i principi di innesco innalzando il livello di attenzione sui territori di rispettiva competenza, sia al fine di implementare, ove possibile, nuovi sistemi strutturati di deterrenza facendo fronte comune con la Regione e la Città Metropolitana”.
Nel suo intervento, l´ing. Cocina ha sottolineato: «Alla Regione Siciliana, al Corpo dei Vigili del Fuoco e al Corpo Forestale e all´intero sistema di Protezione Civile Siciliano — a partire dai volontari che operano quotidianamente nei turni di prevenzione, pattugliamento ed emergenza a fianco ai due Corpi e ai Sindaci, — non possiamo muovere alcun appunto perché queste persone danno il massimo ogni giorno. Tuttavia, per prevenire e contrastare con maggiore efficacia il fenomeno degli incendi, occorre un deciso cambio di strategia sul piano della prevenzione,introducendo ogni ulteriore azione possibile di prevenzioneprimaria, visto che gli incendi sono quasi tutti causati dall’uomo, bloccando la mano di chi gli incendi li appicca. Pertanto dobbiamo avviare nei giorni di allerta rossa, con ondate di calore e venti forti, il presidio del territorio che funga da deterrente ai malintenzionati. Vedremo come e con quali forze presidiare i siti; a mio avviso tutti, dipendenti pubblici e volontari, devono mobilitarsi. Come protezione civile faremo uscire anche il volontariato non AIB. I Sindaci e i loro tecnici, anche con il nostro aiuto, quali conoscitori del territorio devono individuare le aree a maggior rischio e da presidiare. La riunione di oggi è importante perchè potrebbero sortire proposte utili per l’intera regione che potrò rappresentare al sig. Presidente».
L’idea promossa dall’Ing. Cocina, d’intesa con il Prefetto, è stata quella di costituire, con il supporto degli enti territoriali, un elenco dei siti da considerarsi per un verso maggiormente esposti al rischio di incendi e per un altro verso più bisognosi di altre risorse rispetto a quelle già in campo per una più mirata azione di vigilanza e pattugliamento rispetto al rischio di innesco di incendi dolosi. Allo scopo si dovranno valutare anche tutte le potenzialità oggi offerte da sistemi tecnologici che prevedono l’uso di droni ovvero di satelliti. Su questi ultimi impieghi verranno attivati preliminari approfondimenti di fattibilità dal punto di vista della normativa in materia di privacy.
D’altra parte, ha evidenziato il Dirigente del Corpo Forestale Regionale, il numero degli incendi non deliberatamente o colposamente provocati dall’uomo è veramente minimale, a testimonianza del fatto che la presenza degli assetti istituzionali che svolgono forme di pattugliamento del territorio in modo di avvistare al più presto gli incendi, intervenire con lo spegnimento prima della loro propagazione ed altresì intercettare possibili piromani, è davvero importantissimo. Purtroppo, ha ricordato, che insistono in provincia aree in cui taluni allevatori danno a fuoco interi terreni da poter successivamente destinare al pascolo del bestiame.
In proposito gli stessi Vigili del Fuoco nei propri interventi hanno avuto modo di individuare ben due piromani che sono poi stati denunciati dai Carabinieri.
Il Sindaco della Città Metropolitana, Enrico Trantino, ha evidenziato su questo come il quadro sanzionatorio, soprattutto dopo gli aggravamenti del 2023 esprime un’ottima deterrenza, purchè effettivamente si individuino gli autori di questi crimini.
A tal riguardo, per l’incendio boschivo doloso l’art. 423 bis del codice penale prevede fino a dieci anni di carcere cui si possono aggiungere circostanze aggravanti.
Oltre a ciò, la legge quadro in materia di incendi boschivi ha introdotto nel nostro Ordinamento vincoli particolarmente stringenti sulle aree percorse dal fuoco:
• le zone boscate e i pascoli non possono cambiare destinazione d’uso per almeno 15 anni;
• è vietata per 10 anni la realizzazione di edifici, strutture e infrastrutture per insediamenti civili e attività produttive, così come il pascolo e la caccia sui soprassuoli percorsi dal fuoco;
• i Comuni hanno l’obbligo di censire le aree bruciate e istituire il catasto degli incendi.
La riunione ha costituito spunto per evidenziare il ruolo importante che nel settore specifico della prevenzione e del contrasto degli incendi dolosi svolgono anche tutte le Forze di Polizia. Il Prefetto ha, infatti, ricordato che sin dal inizio dell’estate, dopo le direttive nazionali del Ministero della Protezione Civile e le Politiche del Mare, del Ministero dell’Interno e della stessa Prefettura, la Questura ha disposto un piano coordinato di interventi con la partecipazione di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza proprio per garantire che soprattutto nelle zone da considerarsi maggiormente esposte possa essere garantito un supporto anche da parte di quelle Forze che “battono” il territorio per attività di controllo anticrimine.
Ed il Questore, il Dr. Giuseppe Bellassai, aggacciandosiall’intervento del Prefetto ha evidenziato la massima disponibilità ad ulteriormente intensificare in questo periodo di massima pericolosità per gli incendi in parola, le attività di presidio in quelle zone dove le serie storiche degli eventi e le risorse disponibili da parte dei comuni, evidenzino maggiore necessità di quel genere di supporto nei controlli che può essere garantito dalle Forze di Polizia. In questo senso dà disponibilità allo svolgimento di una riunione di coordinamento operativo già il prossimo giovedì in questura.
In conclusione, il Prefetto ha sollecitato i Sindaci dei Comuni più esposti a rischio, e quindi soprattutto quelli del calatino e della cinta dell’Etna, a segnalare con celerità alla Regione le criticità non fronteggiabili in autonomia che si sono manifestate in questo periodo estivo in cui si è registrato un incremento di incendi sui propri territori. Sulla base delle risultanze delle segnalazioni si troveranno le conseguenti risposte operative in sede di tavolo tecnico questorile, con la partecipazione di tutte le componenti operative.
Comunicato Congiunto DRPC Sicilia - Prefettura di Catania